30 Settembre 2018

Tempo di lettura: 5 minuti

Ho ragione io! No hai torto! IO ho ragione. Come se ne esce?

Oggi ti spiego perché a volte incontri delle difficoltà ad andare d’accordo con tutti e come puoi fare per superarle e gestire in maniera efficace le tue relazioni per ottenere più facilmente quello che desideri.

Chi la vuole cotta e chi cruda

Quando eravamo piccoli, io sono il terzo di quattro figli, litigavamo fra noi, come tutti i fratelli e sorelle, perché ciascuno voleva averla  vinta su quale gioco fare, sulla merenda che avrebbe dovuto preparare mamma e così via. E mia madre, quando non sapeva a chi dare retta diceva, da napoletana DOC, Uè guagliù, e chi a’ vo’ cotta, chi a’ vo’ crura. Soltanto oggi mi rendo conto di quanto potesse essere difficile per lei stabilire a chi darla vinta e prendere la decisione più giusta e opportuna.

A ben vedere, le ragioni per le quali ognuno ha una sua visione sono diverse.

Cominciamo dai sensi

Noi captiamo l’esperienza del mondo esterno attraverso i nostri sensi cioè la vista, l’udito, l’odorato, il gusto e il tatto.

Ma tutti captano la stessa esperienza?

Ostacoli fisici

Certamente no. Ci possono essere degli ostacoli fisici. Se la tua amica è, per esempio, daltonica, vedrà il mondo praticamente in bianco e nero. Quindi non ti stranire se lei si guarderà intorno confusa dopo che le avrai detto Che bono quello con la camicia rossa!

È inutile che ripeti Ti ho chiesto permesso a quel ragazzo sordo che non si è spostato. Così come è superfluo dire a tuo marito Lo senti questo strano odore? se è raffreddato.

Modalità preferita

La rappresentazione di una stessa esperienza che hai vissuto con un’altra persona puoi inoltre ricordarla in un altro modo anche per le diverse modalità con le quali la memorizzi. Anche se registri gli aspetti di un evento ovviamente con tutte le modalità, visiva, auditiva, cinestesica (compreso  odorato e gusto), avrai certamente una particolare preferenza inconscia per l’una o l’altra alla quale attribuirai maggiore importanza.

Quindi, se la tua modalità preferita è quella visiva, ricorderai meglio le immagini dell’ultimo compleanno di  tuo figlio rispetto al vociare o alla musica o se quel giorno faceva caldo o freddo. Aggiungi poi le sfumature, le submodalità, visive, auditive e cinestesiche, e la memorizzazione di quell’evento può risultare ancora diversa.

E tu cosa ricordi?

E i dettagli che ricorderai saranno gli stessi del  tuo collega il giorno che ha festeggiato il suo trasferimento?

Anche ciò che ricorderai, come lo ricorderai e il significato che gli attribuirai sarà diverso dalle altre persone presenti.

La memoria a breve termine tende sempre a economizzare le sue energie e quindi cancella ciò che ritiene inutile e trattiene quello su cui hai focalizzato l’attenzionegeneralizza creando schemi e stereotipi per fare prima e questo ti porta facilmente a distorcere la realtà, a crearti delle convinzioni, che ti supportano o che ti ostacolano, sulla base delle informazioni che hai elaborato, integrando le tue esperienze precedenti .

La mappa di Korzybsky

 

Alla fine la realtà che ti costruisci in mente è quella tua, soltanto tua, diversa da ogni altro individuo vivente. La questione, dunque, è che, per usare una metafora cara al filosofo e matematico polacco Alfred Korzybsky, la mappa non è il territorio,come cita nella sua opera Science & Sanity, ovvero quello che vedi su Google Map o sul navigatore della tua auto, per quanto possa essere fedele – specie con le immagini satellitari – non è il territorio che rappresenta bensì un modo per fartelo vedere sullo smartphone. 

Allo stesso modo, ciascuno di noi si crea un modello, una mappa appunto, delle proprie esperienze del tutto personale. Sai, basterebbe comprendere soltanto questo concetto e agire di conseguenza per risolvere la maggior parte dei conflitti sulla Terra.

Strategie migliori

Ok, cosa dovrei fare allora? 

Beh, qui, su due piedi mi vengono in mente un paio di cose che possono fare proprio al caso tuo.

Comprendere

E’ semplice. Devi soltanto comprendere il tuo interlocutore, metterti un po’ nei suoi panni e…comprenderlo.

Soltanto? Tutto qui? E ti sembra semplice?

Beh, concettualmente si, anche se poi l’applicazione pratica potrebbe rivelarsi tutt’altro che semplice perché, per riuscire a farlo, devi essere in grado di tenere sotto controllo le tue reazioni istintive e in questo ti possono essere d’aiuto i suggerimenti che ti ho dato nell’articolo sull’Attenzione riguardo la respirazione.

Respirazione diaframmatica

Quest’ultima, in particolare la respirazione diaframmatica, è efficacissima e rapida per cambiare istantaneamente il tuo stato d’animo. Ma di questo ti parlerò, in maniera più approfondita, in uno dei miei prossimi articoli.

Intanto, per tranquillizzarti, posso dirti che comprendere è diverso da condividere. Quindi, puoi capire il punto di vista del tuo interlocutore, il suo stato d’animo senza per questo essere necessariamente d’accordo con lui. E già questo sarebbe un enorme passo avanti per la creazione di un positivo clima comunicativo.

Un principio della PNL

Uno dei principii fondamentali dai quali muove la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) afferma che dietro ogni azione c’è sempre la buona intenzione di chi esegue l’azione stessa, quale che essa sia, buona o cattiva per come tu puoi interpretarla.

Quindi, se hai bisogno di interagire con quella persona che ti è parsa sgarbata, distratta o totalmente in disaccordo con la tua mappa, quello che puoi fare è tirar su un bel respiro profondo e porti la domanda che può aprirti il mondo a una comunicazione efficace:

Perché lo ha fatto? Qual’è la sua buona intenzione?

Cosa? Ma non è facile, specie quando mi fanno arrabbiare! 

Gestire gli stati d’animo

Hai perfettamente ragione ed è per questo che dovrai, come ti ho detto, imparare a gestire gli stati d’animo. E quando riuscirai a farlo più facilmente potrai applicare un altro trucchetto che gli americani chiamano Go first! ovvero vai tu per primo nello stato d’animo nel quale vuoi che vada il tuo interlocutore. Sii allegra se vuoi che lei lo sia, energica se devi proporre una nuova sfida, affettuosa se vuoi affetto anche tu.

Uno proprio forte

So di uno che non conosco personalmente, però mi dicono che era proprio forte, un fico al quale però le cose non sono andate proprio bene. Ciononostante mi han detto che è riuscito ad essere più che comprensivo. Pensa che un po’ di gente, che non andava troppo per il sottile, lo conciò piuttosto male.

E lui che fece?

Quando il padre lo venne a sapere, uno potentissimo ma di solito tranquillo, stava per scendere al piano di sotto per fare un macello, lui lo trattenne e gli disse:

Papi, capisco che sei arrabbiato e so bene cosa saresti capace di fare a questi ma, ti prego, cerca di calmarti. Sai cosa? Questi proprio non si rendono conto del guaio che hanno fatto.

Poi abbassò la testa e, con l’ultimo filo di voce che gli era rimasto disse:

Dai, perdonali.

Chiuse gli occhi e non si mosse più.

Ah, mi sembra si chiamasse…Gesù.

Ecco la Mappa mentale dell’articolo che ti aiuterà a ricordare meglio i contenuti.

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