14 Ottobre 2018
Aggiornato il

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In questo articolo scoprirai qualcosa in più sul significato del termine feedback, cos’è,  a cosa serve, perché può essere utile e come dare e ricevere Feedback efficaci.

Hai sbagliato tutto! Sei un buono a nulla…

Ad alcuni della mia generazione, e forse anche di quelle recenti, può apparire familiare questo tipo di reazioni perché spesso erano proprio così quelle dei nostri genitori e dei nostri insegnanti.

Mazza e panelle fanno e’ figli bell  

Se gli dico bravo si adagia 

dicevano i nostri vecchi pensando, in coscienza, che fosse quello il modo migliore per stimolare il miglioramento. Purtroppo, l’unico vero risultato, forse, era più spesso confusione, smarrimento e frustrazione anche se alcuni alla fine si sono convinti di esser stati…temprati.

Mah…

Vediamo allora qual’è il vero significato di feedback, nell’etimologia e nella sostanza.

1. Feedback: significato

Feedback è un anglofono, ormai entrato a far parte del nostro lessico comune, che in Italiano vuol dire letteralmente azione di ritorno ossia una risposta, una reazione a qualcosa che può essere un:

  • comportamento
  • discorso
  • immagine
  • suono.

Il feedbacck può nascere spontaneamente, come risposta istintiva, può essere dato su richiesta o ricevuto da chi, per varie ragioni, è preposto a darlo come ad esempio un Coach, un allenatore o un insegnante.

Quale che sia il motivo, quando ricevi un feedback a tua volta re – agisci. E la tua re – azione cambia in funzione del tipo di risposta che ottieni e così via.

In pratica si crea un’interazione tra te e la/le persona/e con cui appunto interagisci.

Feedback: cosa fa la differenza

Eh si, c’è una bella differenza a seconda di come il feedback viene fornito,

ovvero sotto forma di:

  • giudizio o
  • descrizione oggettiva

e può avere effetti molto diversi.

Giudizio

Se il feedback è, per esempio, un giudizio, del tipo

  • Bravo, ben fatto! oppure
  • Nooo, sei totalmente fuori strada

puoi sentirti gratificato oppure mortificato, deluso, depresso.

Descrizione oggettiva

Se, invece, la risposta che ricevi è una descrizione oggettiva cioè qualcosa di concreto ed evidente che tu sia in grado di comprendere e riconoscere ecco che allora avviene la magia. Avrai cioè l’opportunità di capire esattamente cosa correggere per ottenere un risultato migliore per avvicinarti e raggiungere quello definito dall’obiettivo.

E qual’è la differenza?

Dal punto di vista psicologico la differenza è notevole come spiega Robert Dillts a proposito dei livelli logici della PNL.

2. Feedback e livelli logici della PNL

Livelli logici PNL

Livelli logici PNL

Ciascuno di noi costruisce nella mente la propria esperienza del mondo che lo circonda secondo diverse dimensioni che Robert Dillts, uno dei più autorevoli rappresentanti della PNL, chiama livelli logici originati a loro volta dai quelli del filosofo matematico Bertrand Russel.

I livelli sono ordinati secondo una gerarchia per la quale ciascuno di essi avvolge, contiene quello inferiore come una matrioska, sai quelle bambole russe che sono una dentro l’altra o, se preferisci, come le scatole cinesi.

A partire dal livello più basso troviamo:

  • l’ambiente,
  • i comportamenti
  • le capacità
  • le convinzioni e i valori
  • l’identità
  • lo spirito o mission che li sovrasta tutti dall’alto.

Per cui se ti dico

Hai superato di 10 km il limite di velocità

facendo oggettivamente riferimento al tuo comportamento, cioè la guida dell’automobile, troverai più facilmente utile alzare il piede dall’acceleratore per rallentare, senza conseguenze emotive.

Feedback: influenza del giudizio sull’identità

Se, invece, ti dico

Sei uno stupido irresponsabile

allora è un giudizio che colpisce il tuo livello dell’identità che si trova tre posti più in alto nella gerarchia dei livelli logici.

Per questo motivo quelle parole avranno un’importanza maggiore e provocheranno in te uno stato d’animo negativo di frustrazione o di rabbia che sicuramente condizionerà in modo altrettanto negativo i tuoi comportamenti.

Lo stesso accade se, quando fai qualcosa e non ti riesce, con la vocina malefica del tuo dialogo interno ti dici che sei un incapace, un buono a nulla, un fallito e così via.

L’unico modo per ricreare quella magia che genera apprendimento è sviluppare la consapevolezza che, come recita un altro presupposto della PNL,

Non esistono fallimenti, ma soltanto feedback.

La lampadina di Thomas Edison

Thomas Edison, inventore della lampadina, si dice abbia premuto l’interruttore più di 10.000 volte prima di vedere il filamento diventare incandescente e fare…luce.

Thomas Edison

Thomas Edison

Ogni tentativo è stato per lui, non la percezione di un frustrante fallimento, ma soltanto un feedback sulla base del quale ha modificato ogni volta qualcosa che lo ha portato al successo.

Se avesse pensato alla lampadina spenta come a un fallimento probabilmente oggi avremmo ancora bisogno delle candele o delle lampade a petrolio per leggere un libro.

La storia di Federica

Qualche tempo fa una mamma mi chiamò disperata mentre mi avviavo a prendere un caffè.

Ti prego aiutami –  mi disse  – Federica è terrorizzata, ha il compito in classe di Italiano e ha paura di prendere un brutto voto. Puoi parlare con lei?

Certo – le dissi – passamela.

Ciao Giuseppe – sentii la vocina rotta dal pianto di Federica – ho paura di prendere un quattro al tema – mi disse.

Cosa ti fa pensare che prenderai un quattro? – le chiesi.

Non lo so – rispose.

Cosa succederebbe se prendessi quattro al compito? – le domandai allora.

E lei, singhiozzando, mi rispose: sono sicura che i miei ci rimarrebbero male.

Capisco che vuoi dire Federica – pensai massaggiandomi istintivamente il didietro – Ascolta, ti è successo qualche volta di aver preso un bel voto? – le chiesi.

Federica rimase qualche secondo in silenzio e poi mi disse:

Si, una volta ho preso 10 al tema – rispose con un tono dal quale traspariva orgoglio.

Bene – intervenni – penso tu sia in ritardo e devi andare a scuola. Prima però pensa a come ti sentivi quel giorno e stringi quella sensazione nella tua mano sinistra. Quando sarai seduta al banco per cominciare il compito, apri la mano e prendi quella sensazione, ti accompagnerà e ti darà la forza che ti serve.

Grazie Giuseppe – sentii al telefono e riattaccò.

Nel pomeriggio mi mandò un wapp con scritto:

Ok! Credo di aver fatto un bel tema. Grazie Gius!

Dare dei feedback attraverso dei voti è qualcosa che gli insegnanti sanno bene e che si trovano quotidianamente a dover gestire, spesso in maniera forse poco utile allo studente che li riceve.

3. La valutazione a scuola come feedback

La questione della valutazione, e quindi del feedback nelle scuole, è qualcosa che fa ancora discutere riguardo alle modalità con le quali talvolta vengono valutate le prestazioni didattiche dell’alunno.

Quest’ultimo, spesso finisce col concentrarsi sul valore numerico,  negativo o positivo, piuttosto che sul suo significato, su quello che dovrebbe indicare ovvero quanto ha imparato rispetto a quello che avrebbe dovuto secondo gli standard scolastici.

Dare o ricevere un feedback utile a volte non è facile. Si è generalmente portati ad essere quanto meno generici, a rimanere sul vago, cosa che è di poco aiuto a chi lo riceve.

Se, per esempio, siamo insieme al poligono di tiro e stai sparando col fucile ad un bersaglio a 50 metri e controllando il bersaglio stesso ti dico

Hai sbagliato, devi migliorare

non ti fornisce indicazioni su cosa devi fare concretamente di diverso per ottenere un risultato migliore del precedente.

Se invece ti dico

Sposta la mira due dita a destra del centro

allora si che saprai cosa fare ovvero mirare due dita a sinistra, sparare e aspettare il mio feedback successivo.

Nuova distanza dal bersaglio o…centro!

Come puoi comprendere per dare un feedback utile ed efficace che consenta di aggiustare…il tiro devi considerare alcuni aspetti.

4. Come dare un feedback efficace

Feedback

 

Un modo infallibile consiste nel porsi una domanda utile:

Quale azione precisa ha fatto per risultare… (giudizio)?

Nel caso dell’esempio del poligono la domanda è:

Quale azione ha fatto per non colpire il centro del bersaglio?

In pratica devi trovare il modo di essere quanto più oggettivo possibile, come se fossi una videocamera.

Come una videocamera

Descrivi quello che hai visto, ascoltato e percepito come se fossi una videocamera: inquadra, registra e riproduci senza giudicare.

Il feedback è utile, quando è utile, in tutte quelle situazioni in cui vogliamo ottenere un comportamento migliore, come ad esempio comunicare in maniera efficace.

5. Il feedback nella comunicazione

Modello Shannon

Modello comunicazione Shannon

Nel modello comunicativo di Shannon e Weaver, due ingegneri che studiavano un sistema d’arma contraerea, un messaggio

  • ha origine da un emittente,
  • viaggia attraverso un mezzo, 
  • attraverso vari disturbi,
  • fino al destinatario il quale lo riceve e reagisce
  • fornendo una risposta di ritorno, un feedback, all’emittente.
Claude Shannon

Claude Shannon

In base al feedback raccolto l’emittente capirà se il destinatario ha recepito esattamente quello che voleva comunicargli.

Una delle presupposizioni della PNL suggerisce che

Il significato della tua comunicazione è dato dal risultato che ottieni.

È per questo che, se vuoi comunicare efficacemente, devi porre la massima attenzione, usare il cosiddetto ascolto attivo sulla reazione del tuo interlocutore.

Puoi percepirla da:

  • ciò che vedi, il comportamento non verbale
  • ciò che ascolti, i toni e il volume di ciò che dice
  • le parole che usa.

Questi segnali ti daranno indicazioni su quello che il tuo interlocutore ha recepito della tua comunicazione.

Così come è importante dare agli altri un feedback efficace altrettanto lo è riceverlo affinché tu possa sapere come correggere i tuoi comportamenti per ottenere i risultati che desideri.

Come puoi fare allora per ottenere un feedback utile?

6. Come ricevere un feedback utile

Semplice.

Chiedi Quali sono le:

  • azioni che ho fatto?
  • parole che ho detto?
  • espressioni che hai visto?

Concentrati sugli aspetti concreti dove puoi intervenire e ignora se possibile i giudizi che non ti aiuteranno a migliorare. Al massimo, quando sono positivi, possono gratificarti e incoraggiarti a insistere nel tuo intento, ma non a correggere i tuoi comportamenti.

7. Feedback: applicazioni

Imparare a dare un buon feedback, può trovare utile applicazione in diversi ambiti e, in particolare:

  • nell’educazione di bambini e adolescenti
  • nella creazione e gestione di un Team
  • nel campo della Formazione in generale.

Dunque, come vedi, un buon feedback, ciò che torna come risultato delle azioni svolte da te o dagli altri, è di grande utilità ammesso che sia oggettivo cioè tale da essere compreso da chi lo riceve per modificare i propri comportamenti e ottenere più facilmente e in fretta il risultato che desidera.

Ecco la Mappa mentale dell’articolo che ti aiuterà a ricordare meglio i contenuti.

Mappa mentale feedback

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