5 Agosto 2018

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Vuoi evitare la stretta allo stomaco per un brutto ricordo? Vuoi rendere quello della tua vacanza ancora più emozionante? Scopri la submodalità nella PNL.

Checco

Una mia amica viveva felice con un gatto dopo esser rimasta sola anzitempo. Checco, era il nome che aveva dato al gatto perché adorava Zalone, era bellissimo, soprattutto ai suoi occhi, ma obiettivamente bello e di questo Lucrezia, la mia amica, ne era orgogliosa. Aveva il manto di uno straordinario nero lucido da sembrare una pantera bonsai.
Sulla zampa anteriore sinistra aveva un disegno finissimo di colore bianco che gli conferiva un aspetto decisamente unico.

Per Lucrezia non era un animale e per questo non si creava nessun problema a farlo dormire nel suo letto. Checco aspettava acquattato vicino l’anta del balcone che Lucrezia si sdraiasse e, poco dopo, con un guizzo felpato, saltava sul letto andandosi a sistemare tra i suoi piedi con la testolina appoggiata sulla caviglia destra che, per qualche motivo, preferiva. E si addormentavano così, felici e spensierati fino al mattino quando, pochi secondi prima  della sveglia, Checco sgattaiolava per svegliarla con una bella slinguazzata sulla guancia.

Parlava di Checco con chiunque incontrasse, decantandone le doti a suo dire straordinarie, in realtà nella norma per quel tipo di animale. Ma, come si dice a Napoli, ogni scarrafone è bell ‘a mamma soie. Mi diceva che per lei era come un figlio, per giunta affettuoso. Non appena tornata a casa – mi diceva – Checco mi si attacca alla caviglia e mi segue ovunque vado.

Checco è sparito

Un giorno mi telefonò, disperata.

Checco è sparito – urlò con la voce spezzata dal dolore – non riusciva più a trovarlo nonostante l’avesse cercato in ogni anfratto della casa e del giardino senza risultato. Era sconvolta e mi disse che questo non lo avrebbe proprio sopportato, il dolore per la scomparsa di Checco sarebbe stato incommensurabile.

Le chiesi cosa provasse e Lucrezia mi rispose disperazione, come se qualcuno gli mettesse una mano nelle budella e gliele stringesse per farle male. Le domandai cosa pensava per stare così male e lei rispose che non riusciva a togliersi dagli occhi l’immagine di Checco che saltava sul muro di cinta e poi scompariva. Era un’immagine vivida, tutta colorata e nitida.

Sentiva il suo ultimo miagolìo e la vicina in lontananza che sgridava quella peste del suo bambino mentre, nel contempo, avvertiva una vampata di calore al viso e le mani sudate.

Spegni il sole

Accidenti Lucrezia – intervenni – ci credo che stai così male, avresti bisogno di…di spegnere il sole per evitare tutti quei dettagli – le dissi guardando il cielo.

Cosa? – Lucrezia cambiò improvvisamente espressione mentre aveva lo sguardo perso nei suoi pensieri più profondi, come fosse in trance. Mi guardò con un misto di stupore e sollievo e disse: Cavolo! Cos’è successo? Quella sensazione di disperazione è…sparita! Com’è possibile? Cioè, intravvedo ancora la scena, anche se con difficoltà, ma non mi dà più fastidio come prima. 

Spiegai a Lucrezia che è proprio così, le emozioni che provi sono strettamente connesse al modo , del tutto soggettivocon il quale ti costruisci l’esperienza nella mente e la memorizzi.

Nulla è buono o cattivo, a renderlo tale è il pensiero – diceva William Shakespeare.

Lucrezia si riprese dallo smarrimento e mi disse: Si, vabbè, e allora?

E quindi scegli quello che ti serve e lo memorizzi con delle precise caratteristiche visive, auditive e cinestesiche (sensazioni). Ah, ok, ma come ho fatto o come hai fatto a farmi cambiare stato d’animo? – mi chiese incuriosita Lucrezia.

È molto semplice – le dissi – ti ricordi i vecchi telecomandi della tv con i quali potevi regolare colore, luminosità, contrasto eccetera? Ecco, immagina di averne uno per regolare la sfumatura delle modalità Visiva, Auditiva e Cinestesica delle tue immagini mentali. Non devi fare altro che provare a modificarle fino a modificare il tuo stato d’animo come lo desideri.

Dai! – disse Lucrezia – è così semplice?. Fallo anche da sola – le suggerii – e poi mi dirai – conclusi incoraggiandola.

Usiamo il telecomando

E allora, dai! Usiamolo ‘sto telecomando!

Intensifica un bel ricordo

Prendi ad esempio un bel ricordo che hai, dal primo amore alla nascita del primo figlio o quando nel lavoro hai ottenuto quel risultato strepitoso. Le senti le farfalle nello stomaco o quella gioia incontenibile mentre si congratulavano con te per il successo ottenuto? Ecco, prendi quella immagine e vivila come se fossi lì, intensamente e completamente. La bella sensazione che provi è più intensa ora? Ora, con il tuo telecomando virtuale, aumenta l’intensità dei colori e la luminosità, rendi tutto più brillante e aumenta le dimensioni dell’immagine facendo una bella zoommata.

È ancora più intensa vero?

Ora prova a modificare i suoni e le voci che senti aumentando o abbassando il volume, diminuendo o accelerando il ritmo o variando il tono da acuto a grave o viceversa. Scegli il modo che più ti emoziona. E la temperatura che avverti è calda o fredda, secca o umida? Se guardi bene sul tuo telecomando trovi anche il tasto temperatura. Si, quello col simbolo del termometro ? (un pò di fantasia dai…) e fai qualche modifica finché non ottieni un ulteriore miglioramento.

Non è fantastico? Quella sensazione di gioia ora non è straripante? Una figata vera!

Se mi hai seguito e ti sei lasciato/a andare un pò più del solito ti sarai reso/a conto che con la mente puoi fare quello che vuoi senza limiti, salvo quelli che vuoi importi. E il bello è che, ogni volta che tornerai a pensare a quel ricordo, ritroverai le stesse sensazioni così come le desideri.

Richard Bandler, co-creatore della PNL, Programmazione Neuro Linguistica, nel suo libro Usare il Cervello per cambiare descrive il processo e le tecniche attraverso cui, utilizzando le submodalità, puoi ottenere quello che vuoi modificando l’esperienza soggettiva che hai di un determinato evento vissuto o anche che vorresti vivere.

Numerose applicazioni

Puoi applicare questo metodo in tantissime situazioni e scopi. Oltre a esaltare le emozioni piacevoli e mitigare o eliminare quelle spiacevoli legate a brutti ricordi puoi anche:

  • eliminare le fobie;
  • controllare il dolore;
  • trasformare le tue convinzioni limitanti in potenzianti;
  • facilitare l’apprendimento;
  • aumentare la motivazione e…
  • tanto altro ancora.

Come per le cose di cui ti ho parlato nei precedenti articoli sugli stati di coscienza, Pranic Healing e Legge dell’attrazione l’unica condizione, imprescindibile, per ottenere i risultati che desideri è che devi farlo e avere fiducia. Come hai avuto modo di sperimentare poco fa il risultato è immediato e tangibile.

Ripetilo tutte le volte che vuoi con altre situazioni, magari divertendoti con gli amici e i parenti e ti accorgerai di quante volte sentirai dire Ma lo sai che hai ragione? Funziona!

Ma va?!

In fondo troverai un esempio delle Submodalitá VAK (Visive Auditive Cinestesiche) che puoi divertirti a modificare.

A proposito. L’altro ieri, dopo settimane che non la sentivo, Lucrezia mi ha chiamato euforica, fuori di sé dalla gioia Checco è tornato! – mi ha urlato nel telefono – E’ tornato! E’ stato bello sentirla così.

Che c’entri qualcosa la legge dell’attrazione ?

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti. Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per me per conoscere il tuo punto di vista.

Ecco la Mappa mentale dell’articolo così potrai ricordare meglio i contenuti.

Submodalitá VAK (esempi)

Visive colore luminosità nitidezza dimensione

Auditive volume tono ritmo

Cinestesiche temperatura secco/umido liscio/ruvido dolce/salato/acre