14 Agosto 2021
Pubblicato il 14 Agosto, 2021

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Tempo di lettura: 8 minuti

L’intelligenza emotiva, cos’è, quali sono le caratteristiche che la contraddistinguono, cosa puoi fare per migliorarla così da riconoscere e gestire le emozioni tue e degli altri per realizzare in modo efficace i tuoi obiettivi.

Ascolta, se preferisci, la mia versione audio dell’articolo

 

Le emozioni influenzano nel bene e nel male i pensieri e le azioni di tutti noi. Saper riconoscere le proprie, quelle delle altre persone e adattare i propri pensieri e azioni al fine di ottenere un certo risultato richiede intelligenza e, nello specifico, intelligenza emotiva.

L’intelligenza

William Stern, psicologo e filosofo tedesco definì appunto l’intelligenza come

la capacità di adattare il proprio pensiero e condotta di fronte a condizioni e situazioni nuove.

William Stern

William Stern

La mente contiene una quantità enorme di informazioni, conservate nelle cellule neuronali della memoria a lungo termine, collegate tra loro attraverso le sinapsi.

Il processo di apprendimento, che comincia dalla nascita e prosegue per tutta la vita, si basa semplicemente su questo accumulo di informazioni e sulla continua creazione di nuove connessioni sinaptiche tra esse. La natura e la quantità dei collegamenti deriva da ciò a cui ci esponiamo, le difficoltà da affrontare, risolvere e gli ambiti specifici. Ecco dunque che ciascuno di noi avrà più intelligenza, cioè capacità di collegare informazioni, più in un ambito piuttosto che in un altro.

Ne consegue che l’intelligenza non è una capacità assoluta e che non si può essere intelligenti su tutto in un dato momento. Gli studiosi che si sono occupati di intelligenza hanno spesso cercato di riferirla ad aree specifiche come

Primi studi sull’intelligenza emotiva

Nel 1990 gli psicologi Peter Salovey e John D. Mayer, nel noto articolo Emotional intelligence, parlarono per la prima volta di Intelligenza emotiva definendola

la capacità di monitorare le proprie e le altrui emozioni, di differenziarle e di usare tali informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni

Il diagramma contenuto nell’articolo dimostra la tesi iniziale che vuole l’intelligenza emotiva composta da tre aspetti specifici legati alle emozioni:

  • valutazione ed espressione
  • regolazione
  • utilizzo

Successivamente il modello fu aggiornato, mantenendo soltanto la percezione e la regolazione delle emozioni, e fu riformulata la definizione ovvero

l’intelligenza emotiva coinvolge l’abilità di:

  • percepire, valutare ed esprimere un’emozione;
  • accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri;
  • capire l’emozione e la conoscenza emotiva;
  • regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale.

L’intelligenza emotiva di Goleman

Qualche anno dopo, nel 1995, il concetto di Intelligenza emotiva fu ripreso da un altro psicologo, lo statunitense Daniel Goleman, il quale diede alla tesi maggiore enfasi definendola

la capacità di

  • riconoscere i nostri sentimenti e quelli altrui,
  • motivare noi stessi,
  • gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente quanto nelle relazioni sociali.
Daniel Goleman intelligenza emotiva

Daniel Goleman

Emozioni

Tutto ruota intorno alle emozioni le quali, come dice il termine francese dal quale deriva, emotion, sono ciò che ci mette in movimento. Esse sono configurazioni di risposta complesse e organizzate, selezionate nel corso dell’evoluzione per favorire l’adattamento dell’organismo all’ambiente (Ekman 1992; Tomkins 1962)

Le componenti

La complessità delle emozioni può essere meglio chiarita prendendo in considerazione le loro diverse componenti ovvero

  • l’evento attivante
  • la risposta fisiologica
  • un comportamento
  • l’espressione del volto
  • il vissuto soggettivo
  • la motivazione
  • una valutazione cognitiva

L’intelligenza emotiva si esprime dunque quando si riesce prendere consapevolezza e gestire una o più di queste componenti per realizzare un obiettivo personale o di relazione con le altre persone.

Le caratteristiche dell’intelligenza emotiva

Secondo Daniel Goleman, sono cinque le caratteristiche fondamentali dell’intelligenza emotiva cioè:

  • consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
  • dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
  • motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione;
  • empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto;
  • abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.

Consapevolezza del sé

Essere consapevole del proprio sé fisico e soprattutto mentale ti consente di riconoscere le tue emozioni e ciò che le determina. Quando ti poni un obiettivo è essenziale che il risultato da raggiungere sia per te emozionante perché l’energia prodotta dalle emozioni sarà il combustibile che ti spingerà ad affrontare e superare le inevitabili difficoltà che incontrerai lungo il percorso.

Percezione di autoefficacia

Avere inoltre la percezione di essere pronto a svolgere i compiti specifici necessari ti consentirà inoltre di predisporti in modo positivo e fiducioso. È quella che Albert Bandura, psicologo statunitense, definiva percezione di autoefficacia che riguarda compiti specifici e che può essere migliorata con la pratica.

Albert Bandura

Albert Bandura

Dominio di sé

Il dominio di sé riguarda la capacità di riconoscere e gestire le tue emozioni e i tuoi stati d’animo. Affrontare un compito mentre sei preda di emozioni che non è utile provare in quella circostanza, è predittivo di probabile insuccesso.

Se devi per esempio parlare in pubblico e sei assalito da paure, insicurezze e preoccupazioni di fallimento la tua performance ne soffrirà certamente. Se, invece, sei in grado di comprendere il tuo stato emotivo e, prima di presentarti di fronte al pubblico, ti agganci alle emozioni giuste, quelle che ti danno la necessaria carica per affrontare la sfida allora il successo sarà garantito. Questo vale per qualsiasi azione tu debba svolgere che ti richieda di attingere alle tue migliori risorse interiori.

Motivazione

La motivazione, ovvero quello che ti da un motivo per metterti in…azione scaturisce da molte variabili. In particolare deriva dalla tua capacità di cercare dentro di te, di concentrare i tuoi pensieri su ciò che desideri e da lì porti degli obiettivi da perseguire per ottenere quei risultati gratificanti che cerchi.

Prenditi del tempo, anche pochi minuti al giorno da dedicarti, medita e scrivi una lista di tutto ciò che ti fa piacere fare e aggiornala costantemente. Ti aiuterà a prendere consapevolezza della tua vita e di ciò che ti emoziona.

Empatia

Siamo esseri fisiologicamente empatici, cioè predisposti a riconoscere e comprendere le emozioni degli altri. È una capacità che utilizziamo in modo naturale e spontaneo fin dai primi istanti di vita e che si rivela subito utile per creare la cosiddetta relazione di attaccamento (Bowlby) con la figura materna.

Neuroni specchio

Si deve al dottor Giacomo Rizzolatti, scienziato italiano, la scoperta di cellule neuronali motorie, i neuroni specchio, le quali ci fanno riprodurre in maniera spontanea e inconsapevole movimenti, atteggiamenti ed espressioni delle persone che osserviamo.

Rizzolatti Neuroni specchio

Giacomo Rizzolatti

Ti sarà capitato di commuoverti assistendo a scene tristi viste anche sullo schermo, di essere indotto a ridere insieme a un amico che ride energicamente o di sbadigliare vedendo qualcuno che lo sta facendo. Sfruttando questa straordinaria caratteristica neuro biologica dovrebbe essere più semplice entrare in empatia con le persone.

Spesso però accade di non farlo perché magari facciamo prevalere ragioni di conflitto o totale disinteresse che attenuano l’efficacia dei neuroni specchio.

Entrare in sintonia con le persone è tuttavia utile, se non indispensabile, per stabilire una relazione e comunicare reciprocamente per condividere e raggiungere obiettivi. Utilizzare la tua intelligenza emotiva ti consentirà di comprendere il punto di vista e le emozioni degli altri, anche se non sei dello stesso parere, per creare le giuste premesse per una comunicazione efficace.

Alessitimia

Esiste purtroppo anche un aspetto patologico riguardo all’empatia e riguarda l’alessitimia ovvero un grave deficit dell’intelligenza emotiva.

Così come un sordo non può sentire i suoni per un difetto acustico allo stesso modo un alessitimico non riesce a riconoscere le proprie emozioni né quelle degli altri. Si può facilmente comprendere quanto tragico questo possa essere per un essere umano per il quale la sintonia emozionale è un elemento fondamentale per le relazioni interpersonali.

Abilità sociale

Questo favorirà, infine, la tua abilità sociale ovvero quella che ti consente di comprendere il contesto ed essere in grado di agire per adattarti. In tale ambito si possono ricomprendere le azioni volte a ottenere dagli altri ciò che desideri attraverso la persuasione e il coinvolgimento.

Tale capacità può riflettersi in diverse situazioni tra le quali quelle dove ti viene richiesto di essere un leader efficace in grado di guidare i membri del gruppo in maniera assertiva usando cioè prevalentemente la forza della persuasione attraverso le argomentazioni.

Come sviluppare l’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è dunque una abilità fondamentale che manifesta i suoi riflessi, positivi e negativi, in molti ambiti della vita e, in particolare, nelle relazioni con gli altri e nel perseguimento degli obiettivi che possono renderci felici e realizzati.

Come per ogni altro tipo di intelligenza, anche quella emotiva può essere sviluppata.

Cosa fare?

Gestisci l’attenzione

Prima di tutto prendi  il controllo dell’attenzione affinché tu sia in grado di dirigerla verso le cose importanti. Nello specifico tra queste rientra la capacità di percepire le emozioni tue e degli altri. L’orientamento dell’attenzione può essere allenato come spesso ti ho descritto in questo blog a proposito del concetto di presenza mentale.

Presenza mentale

Avere la capacità di essere sempre presente vuol dire sapere dov’è orientata la tua attenzione e, nel caso stia vagando senza meta, riportarla sul punto di interesse. In particolare quest’ultimo potrebbe essere

  • sull’emozione che stai provando in questo momento,
  • sapere dove la percepisci addosso,
  • che tipo di emozione è, se è piacevole e utile o sgradita e inadatta alla circostanza che stai vivendo.

Puoi esercitarti mantenendo l’attenzione sul respiro, come suggerisce Thich Nat Haan, oppure su qualsiasi altra azione svolgi nell’arco della giornata, anche quando prendi semplicemente un caffè.

Attenzione Thich Nat Han

La pratica regolare ti consentirà presto di essere in grado di orientare e mantenere il tuo focus esattamente su ciò che è importante evitando ogni tipo di distrazione.

Dirigere l’attenzione ti faciliterà nel compito di cogliere le informazioni verbali e non verbali del tuo interlocutore per comprendere le sue emozioni, il suo punto di vista ed entrare più facilmente in empatia.

Definisci obiettivi

Abituati a capire quali sono le cose importanti per te così da crearti degli obiettivi da perseguire ogni giorno. Questo ti fornirà la necessaria motivazione per affrontare anche le sfide più impegnative. Puoi cominciare anche da obiettivi piccoli e di breve termine come andare a fare una bella passeggiata nel parco a obiettivi più complessi e di medio e lungo termine. Come per esempio estrarre dal cassetto il tuo sogno e creare un business nel tuo settore preferito.

Leggi libri

Nella bibliografia di oggi ti propongo dei libri sull’intelligenza emotiva che ti invito a leggere se vuoi approfondire l’argomento e, ne sono certo, vale la pena farlo.

Buona lettura.

Mappa mentale intelligenza emotiva

 

Mappa mentale articolo

Bibliografia

Peter Salovey – Emotional Intelligence: Key Readings on the Mayer and Salovey Model

Ekman, P. – I volti della menzogna

Rizzolati G., Sinigaglia C. – So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio.

D. Goleman. – Intelligenza Emotiva che cos’è e perché può renderci felici. Rizzoli 1994

Psicologia cognitiva – Gabriella Pravettoni

Thich Nat Han – Il miracolo della presenza mentale

 
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Dan Cacsire Castillo-Tong