16 Luglio 2019
Aggiornato il

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Oggi ti parlo di orientamento nello spazio, del rapporto tra noi e lo spazio che ci circonda, come svolgiamo quei compiti, quasi scontati: afferrare un bicchiere e bere una bibita ghiacciata o come ci muoviamo all’interno della nostra casa senza sbattere sugli oggetti circostanti oppure andiamo all’edicola sotto casa per comprare il giornale. 

Come fai a sapere che la tazzina del caffè è a portata di mano? E che il bar dove la bevi è vicino casa? Semplice! Avvia il Tuo navigatore interno e lo saprai. 

Cioè? E come funziona l’orientamento nello spazio?

Hai presente la battaglia navale? C – 9. Colpita e affondata?

Battaglia navale

Battaglia navale

È un sistema simile, soltanto più… sofisticato.

Ecco, immagina quando piazzi le tue navi nel quadrato, suddiviso in quadratini. Ogni quadratino corrisponde all’incrocio tra una lettera, corrispondente a una colonna, e un numero, riferito a una riga, che hanno origine in un angolo del quadrato che rappresenta il campo di battaglia. 

Questo è solo un esempio. 

Le coordinate

Anche la mente si avvale di coordinate che ci consentono di capire se l’oggetto che  abbiamo di fronte, per esempio la tazzina del caffè, è abbastanza vicino da allungare la mano e prenderlo. Nel caso sia necessario avvicinarsi, facendo qualche passo avanti. Oppure per valutare se, per andare a mangiare la pizza, possiamo andare a piedi o tocca prendere l’auto.  

Orientamento spazio Coordinate geografiche

Coordinate geografiche

Attivare l’attenzione

Intanto è importante attivare l’attenzione e questo può avvenire, soltanto quando siamo svegli e vigili, in maniera

  • automatica (esogena). Come quando la zanzara ci punge e ci provoca un bubbone pruriginoso che andiamo a grattare violentemente. Oppure
  • volontaria (endogena) come accade quando decidiamo di spostare la torcia dell’attenzione su qualcosa in particolare come per esempio sto facendo ora io scrivendo il vostro articolo.

Informazioni dai sensi

Per orientarci e muoverci nello spazio intorno a noi ci serviamo di tutti gli stimoli che raccogliamo con i nostri sensi. Quello che vediamo, ascoltiamo, percepiamo e che andiamo a collocare in un complesso sistema di numerose coordinate.

Coordinate retinotopiche

Quelle più comuni e intuitive sono legate a ciò che rileviamo attraverso gli occhi (coordinate retinotopiche). Queste ultime, tuttavia, ci forniscono soltanto due dimensioni della posizione degli oggetti e, inoltre, diventano complicate da interpretare (a livello inconscio ovviamente) quando muoviamo lo sguardo.

Coordinate spaziali

Ecco che allora utilizziamo le cosiddette Coordinate spaziali le quali usano riferimenti diversi. 

Coordinate egocentriche

Le coordinate egocentriche (centrate su se stessi), per esempio, usano come riferimento appunto il corpo con tutte le sue componenti esterne come le mani, braccia, piedi, gambe e testa in base a una suddivisione del corpo stesso in piani.

Grazie alle coordinate egocentriche siamo in grado di capire se l’oggetto o il soggetto che compare nel nostro campo visivo possiamo raggiungerlo allungando semplicemente una mano o,  all’occorrenza, sferrando un bel calcione. Oppure comprendere che è necessario muoversi per raggiungerlo e qui scatta l’altra funzione importante, detta Navigazione, che ci consente appunto di muoverci, navigare nello spazio circostante.

E se tua moglie ti ha beccato mentre guardavi la bionda che ancheggiava sulla passerella dello stabilimento e ti molla una sberla, le coordinate egocentriche ti consentono anche di evitare l’impatto schivando in tempo il colpo.

Orientamento spazio

Coordinate spaziali

Coordinate allocentriche

Rimanendo in tema di vacanze al mare, potresti chiederti come fai a identificare il lettino sotto l’ombrellone e a capire che è un lettino e non una sdraio. Beh, questo compito è assolto grazie a un altro tipo di coordinate spaziali, quelle Allocentriche (centrate sull’esterno) le quali fanno i riferimento agli oggetti esterni, ai loro assi e a come sono orientati.

Oltre a identificare e riconoscere gli oggetti esterni, le coordinate Allocentriche contribuiscono anch’esse a rendere efficace la funzione di Navigazione consentendoci, per esempio, di comprendere che la gelateria che fa quel fantastico gelato al cioccolato è proprio vicino casa e raggiungibile a piedi in due minuti.

Non c’è che dire, è quasi come Google!

Ma dove viene svolto tutto questo fantastico lavoro?

Tutto ciò che può attrarre la nostra attenzione, in qualsiasi posizione, viene elaborato dall’emisfero destro del cervello, mentre l’emisfero sinistro si occupa esclusivamente di ciò che compare nello spazio di destra.

Asimmetria emisferica

Questa Asimmetria legata agli emisferi del cervello determina una patologia particolare in caso di lesioni, la cosiddetta Negligenza unilaterale. Questa può comportare che il soggetto interessato percepisca, in taluni casi, soltanto gli oggetti che compaiono sul lato destro ignorando totalmente quelli che si trovano sul lato sinistro.

Asimmetria emisferica

Asimmetria emisferica

A proposito dell’attenzione endogena, quella cosciente e volontaria di cui ti ho parlato all’inizio.

Le cronache degli ultimi giorni fanno riflettere su quanto sarebbe meglio se, soprattutto nello svolgere compiti impegnativi, come guidare l’auto, l’attenzione fosse orientata sul presente in generale e su ciò che stiamo facendo in particolare.

Mantieni il focus

Mantenere il focus su ciò che stiamo facendo ci consente di vivere pienamente il momento presente, facendoci godere il piacere anche delle cose più semplici, come una semplice passeggiata in auto con i nostri figli. La mente, come ti ho detto più volte, a volte è curiosa e dispettosa come una scimmia e quindi va guidata a concentrarsi su quello che accade nel presente, trascurando di rimuginare sul passato o fantasticare sul futuro.

C’è il tempo per ogni cosa. 

Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh

Ti lascio quindi con un invito a mettere in atto i buoni propositi e, nello specifico, a esercitarti a migliorare il mantenimento dell’attenzione con l’esercizio, semplicissimo, proposto da Thich Nhat Hanh nel suo libro La presenza mentale.

Pratica la Presenza mentale

Ogni mattina, prima di cominciare le tue solite attività, fai almeno dieci cicli respiratori pronunciando anche mentalmente, mentre lo fai, 

  • Inspiro,
  • Espiro,
  • Inspiro e sorrido,
  • Espiro e lascio andare. 
  • Fallo ogni giorno e ti accorgerai che la tua capacità di rimanere concentrato migliorerà e che proverai un generale senso di benessere

Buone vacanze se non sei ancora partito o buon proseguimento se sei già sotto l’ombrellone. 

A presto e se ti è piaciuto…condividilo.  

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