19 Febbraio 2019
Aggiornato il

Tempo di lettura: 5 minuti

Oggi ti parlo della percezione, una delle più importanti funzioni cognitive della mente umana, che ci aiuta ad acquisire le informazioni provenienti dai sensi.

Come fai a dire che il cane che hai incontrato e che non avevi mai visto prima sia un cane? Entra in gioco la percezione.

La percezione e i mattoncini Lego

Nei giorni scorsi si è parlato del film di animazione The Lego Movie 2: Una nuova avventura, nel quale i personaggi, che hanno un aspetto umanoide, sono realizzati componendo pezzetti di varie forme elementari, cubi, parallelepipedi, coni.

Sono più di 50 anni che questo gioco fa parte del corredo dei giocattoli di ogni bambino anche se forse ai miei tempi era considerato un giocattolo prestigioso, mentre oggi, tra tanta elettronica, non riscuote probabilmente molti like.

Ricordo, con piacere, da bambino le ore passate a costruire case, automobili, animali, unendo oggetti, i mattoncini, aventi una forma elementare, per ottenere una forma definitiva.

Poi ci ho riflettuto e ho realizzato ma è proprio quello che fa il cervello!

Percezione

La Percezione è un processo che ha inizio con la ricezione dei segnali provenienti dai nostri sensori affacciati sul mondo e cioè gli occhi, le orecchie, la lingua e il palato, il naso e quelli del tatto distribuiti su tutto il corpo che registrano pressioni, stimoli meccanici o dolorifici, caldo o freddo e così via. Ciascuno di questi segnali viene registrato da apposite cellule neuronali le quali si collegano e li trasmettono ad altre cellule e poi queste ad altre ancora formando una rete fittissima di collegamenti, le cosiddette sinapsi tanto care a questo blog.

È un po’ quello che accade sui social, tipo Facebook, dove le persone, i neuroni, si mettono in contatto con altri amici, neuroni, attraverso la richiesta di amicizia, la sinapsi, per scambiarsi ogni tipo di informazione. Poi gli amici entrano in contatto con gli amici degli amici e così via fino a far crescere esponenzialmente la rete di contatti.

Ecco, nel cervello succede proprio qualcosa di simile a questo.

Percezione Visiva

Oggi voglio dedicare questi minuti passati con te al tipo di Percezione forse più importante, quella visiva.

Tralasciamo la fisiologia dell’occhio, retina, coni e bastoncelli, cioè l’hardware che rileva le immagini, e vediamo invece come fa il tuo cervello a riconoscere gli oggetti e i soggetti che recepisce attraverso gli occhi.

Facciamo che incontri un bel cagnone.

La prima cosa che il cervello fa per avere una rappresentazione interna (il cosiddetto percetto) è scomporre la sagoma del tuo bel cagnone in pezzi più piccoli aventi una forma elementare, più o meno come per i mattoncini Lego di cui ti dicevo prima. Quindi il cagnone potrebbe essere verosimilmente l’assemblaggio di un tronco di cono, la testa, un cilindro, il corpo, la coda e le gambe, 5 cilindri stretti e lunghi.

Forme Primitive

Queste forme elementari (dette primitive), cono, cilindro, tronco di cono sono conservate nella tua memoria a lungo termine insieme a un certo numero di assemblaggi tipici, come quello del cane, per esempio, grazie ai quali sei in grado di capire che quello di fronte a te è un cane anche se non lo hai mai visto prima.

Fase di Appercezione

Ok, ma come si chiama questo attrezzo che ho di fronte?

Come faccio a sapere che si chiama cane?

L’Appercezione si completa quando il tuo cervello va alla ricerca del termine adeguato alla forma elementare che ha percepito andando a rovistare nel contenitore del Vocabolario percettivo dove, cerca che ti ricerca, riesce a trovare la parola giusta da associare alla forma.

Fase di Associazione

Il tuo cervello, a questo punto,  vuole capire che significato abbia quella forma che ha chiamato cane e, per farlo, ricorre alle esperienze conservate nella Memoria a Lungo Termine. E lì, se trova l’immagine del cagnone che ti inseguiva da ragazzino mentre tu correvi terrorizzato, il tuo cervello elaborerà una risposta di allarme e di predisposizione alla fuga. Se, invece, ti tornerà in mente il pacioso Labrador dal pelo biondo che ti scodinzolava intorno facendoti le feste e slinguazzandoti tutto, allora il significato sarà completamente diverso e così pure il comportamento al quale ti predisporrai.

Ma questo accade per tutto ciò che vedo?

Eh no, ricordi quello che ti avevo detto a proposito del fatto che la Memoria a Breve Termine può elaborare 7 +/- 2 informazioni per volta?

L’Attenzione

A questo punto, infatti, entra in gioco un altro processo cognitivo e cioè l’Attenzione, quella che decidi di distribuire tra le cose per te importanti, l’Attenzione Divisa, e quella che ti consente di scegliere cosa è degno di interesse e cosa no ovvero l’Attenzione Selettiva.

Tempo fa mi capitò di trovarmi a cena con un amico al quale chiesi di passarmi il sale per condire l’insalata e lui, invece, mi diede il cestino del pane. E quando gli dissi, pensando di essermi espresso male – No, scusa vorrei il sale – lui mi rispose – eccolo, questo è il sale – indicando il cestino del pane.

Ops!

Agnosia

Heinrich Lissauer, neurologo tedesco (1890), scopri che alcune lesioni delle aree posteriori del cervello  provocano un deficit della capacità percettiva, la cosiddetta Agnosia – dal greco agnosis, cioè non conoscere, che può riguardare una o più aree sensoriali. Nella modalità visiva, di cui ti ho parlato oggi, può manifestarsi con una mancanza della rappresentazione mentale, Agnosia Appercettiva, o Agnosia associativa con mancanza di associazione tra il percetto e il relativo significato.

Hai bambini?

Se vuoi far loro un bel regalo compragli allora un bel secchio di mattoncini Lego che li aiuteranno a sviluppare la loro creatività, la banca dati ove sono memorizzati i modelli degli oggetti da riconoscere e, dopo tutto, a giocare con la fantasia e l’immaginazione che, dopo le grandi abbuffate di videogames, sono un toccasana.

Piaciuto? Siii?

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Ricorda che la Mission di SPC sinapsicoaching è condividere queste informazioni con il maggior numero possibile di persone affinché possano conoscere meglio le potenzialità della propria mente e cambiare atteggiamento per ottenere benessere e i risultati desiderati.

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