15 Gennaio 2019
Aggiornato il

Tempo di lettura: 5 minuti

Come entrare rapidamente in empatia con chiunque individuando e comprendendo la diversa rappresentazione della realtà di te stesso e delle persone con le quali interagisci.

Tu dici fischi e lei risponde fiaschi?

Vuoi capire come fare a sintonizzarti sul suo canale? 

Un aneddoto. Passeggiando per Spaccanapoli

Tempo fa, passeggiando per Spaccanapoli, la via che divide appunto Napoli in due metà, fui attratto da un profumo delizioso di vaniglia e cannella. Mi guardai intorno e, qualche metro più avanti, notai la pasticceria Scaturchio, famosissima, perché dicono si contenda, con Pintauroin via Toledo, il primato della migliore sfogliatella di Napoli.

Nonostante io non sia particolarmente goloso per i dolci, non potei resistere alla tentazione di assaggiarne una. Quando il pasticciere me la porse avvolta in un tovagliolo notai subito il bel colore ambra della sfogliatella tipo frolla sulla quale aveva, poco prima, dato una spolverata di zucchero vanigliato. La presi e nei avvertii il peso nonostante le piccole dimensioni.

Assaporando una sfogliatella

Mentre uscivo dalla pasticceria, l’avvicinai al naso e quel profumo di vaniglia e cannella, che prima avevo odorato fuori, ora penetrava intensamente e piacevolmente nelle mie narici facendomi immaginare il momento in cui ne avrei assaporato tutta la fragranza. E infatti, quando finalmente la morsi, sentii  un delicato crack sotto i miei denti per la croccantezza della sfoglia, sottilissima, dalla quale uscì la crema, una meravigliosa mescolanza di sapori, il dolce dello zucchero e il sapore forte, ma gradevole, della ricotta.

Ora dimmi.

  • Come ti sei rappresentato in mente l’immagine della sfogliatella?
  • La sensazione del peso?
  • Il profumo o il dolce sapore?
  • O forse ti ha colpito maggiormente il crack della sfoglia?

Rappresentazione della realtà. Modalità preferita

La risposta a questa domanda ti svelerà qual è, probabilmente, la modalità preferita con la quale ti crei mentalmente l’esperienza del mondo che ti circonda. Vivere un’esperienza significa ricevere dai nostri sensori, vista, udito, tatto, odorato e gusto un insieme di informazioni le quali, messe insieme, creeranno il relativo ricordo.

E il ricordo di quella esperienza sarà uguale per tutti coloro che la stanno vivendo?

Per quanto il mondo esterno sia, ovviamente, uguale per tutti, in realtà ciascuno di noi se ne crea mentalmente una sua rappresentazione, del tutto personale. Questo perché, nonostante utilizziamo tutte le modalità visiva, auditiva o cinestesica, ciascuno di noi tende a privilegiarne una o più in particolare.

La mappa non è il territorio

Rappresentazione realtà Alfred Korzybski

Alfred Korzybski

Alfred Korzybski, filosofo polacco, nel suo libro Science and sanity, esprime metaforicamente questo concetto nella famosa affermazione La mappa non è il territorio intendendo, appunto, che ciascuno crea una propria mappa, rappresentazione della realtà circostante.

Questa preferenza si manifesta non solo nella rappresentazione mentale delle esperienze, ma anche quando, attraverso il linguaggio, raccontiamo l’esperienza stessa.

Attenzione alle parole

Ponendo attenzione alle parole che ascolti mentre qualcuno ti sta parlando ti accorgerai che i predicati che usa, verbi, aggettivi e avverbi, evidenziano chiaramente quale sia la sua modalità preferita ovvero visiva, auditiva o cinestesica.

Così, se chiederai

Com’era la sfogliatella?

otterrai risposte con diversi predicati a seconda della:

Modalità Visiva

Sai, ho notato subito il colore ambra e mi è apparso chiarissimo che sarebbe stata fragrante. Vedrò di prendere questa dolce abitudine.

Modalità Auditiva

Beh, quando il pasticciere mi ha detto prego e ho preso la sfogliatella il fruscio del tovagliolo che l’avvolgeva preannunciava un’esperienza unica. E quando poi la sfoglia ha fatto crack sotto i denti…beh allora…

Modalità Cinestesica

Quando il pasticcere mi ha appoggiato la sfogliatella in mano ne ho percepito il peso e il calore e, avvicinandola alla bocca, il dolce aroma. Quando poi l’ho morsa è stata un’esplosione di sensazioni. Gustosissima e coccolosa.

Insieme alle parole puoi individuare (o percepire? Mah…) la modalità preferita del tuo interlocutore anche da altre caratteristiche tipiche legate alla sua postura, voce.

Altre caratteristiche

Visivo

Il visivo ha, di norma, una postura eretta, come se volesse avere una visione migliore, tende a muoversi rapidamente e a scatti, gesticolando visibilmente. La sua voce ha un volume alto e tende a parlare velocemente. Se vuoi farlo felice, guardalo mentre ti parla altrimenti penserà che non lo stai ascoltando.

Auditivo

L’auditivo ha le spalle un po’ chiuse e a volte porge l’orecchio per ascoltare meglio. Parla lentamente, con pause molto lunghe, scandendo le parole e se non ti guarda mentre gli parli non vuol dire che non ti sta ascoltando.

Cinestesico

Il cinestesico invece quasi si trascina quando cammina e, in poltrona, ci si spalma letteralmente. In pratica somiglia a un bradipo. Parla molto lentamente, a volume basso, strascicando quasi le parole.

E ora che lo so a cosa mi serve saperlo?

Applicazioni pratiche

Comunicazione efficace

Beh, di sicuro ti può dare una bella mano a creare e ad entrare in empatia con il tuo interlocutore e gettare quindi le basi per una comunicazione efficace.

Se, per esempio, stai parlando con un visivo, entrerai più facilmente in empatia con lui se lo guarderai negli occhi mentre ti parla e gli risponderai parlando anche tu velocemente e gesticolando. In questo aiuteranno senz’altro i tuoi neuroni specchio che ti porteranno a farlo spontaneamente.

Se invece stai parlando con un cinestesico potrebbe fargli piacere sentire il tuo contatto fisico poggiandogli per esempio la mano sulla spalla o prendendolo sotto braccio.

Ovviamente questo non vorrà dire che devi scimmiottarlo perché, altrimenti, se ne accorgerebbe e si sentirebbe preso in giro. Questo comportamento dovrà essere soltanto una onesta strategia per cercare di comunicare meglio.

Fai pratica

Per riuscire a farlo in maniera efficace e spontanea ti suggerisco di esercitarti cominciando a notare le parole usate dal tuo interlocutore e cercando di individuare a quale modalità appartengono. Prosegui poi spostando l’attenzione su ciò che noti osservando la persona che hai di fronte o che sta parlando seduta a un tavolo poco distante dal tuo. In questo modo eviterai di essere distratto dalle sue parole e potrai concentrarti sulla sua postura e i gesti che fa mentre parla.

Dopo qualche tempo ti accorgerai di essere in grado di capire automaticamente che tipo di persona hai di fronte e saprai di conseguenza come fare per favorire un rapporto empatico.

Quando avrai raggiunto questa condizione essenziale potrai allora proporre il tuo modo di parlare e tuoi argomenti verificando, man mano, se il tuo interlocutore ti segue volentieri.

In caso contrario, ricomincia.

Vedrai che la pazienza e la perseveranza saranno ampiamente premiate.

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti.

Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per me per conoscere il tuo punto di vista.

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